“Le dichiarazioni del Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, sull’approvazione alla Camera dello schema preliminare per l’autonomia di alcune regioni del Nord, non sono semplici dichiarazioni né un passaggio tecnico, ma il completamento di un pensiero politico che incide profondamente sull’idea stessa di Repubblica e su come si tengono insieme diritti, uguaglianza e unità nazionale. Per la Campania, regione dove la raccolta firme contro il disegno di legge sull’autonomia differenziata ha fatto registrare numeri record, grazie soprattutto all’impegno della nostra organizzazione, quello di oggi è un vero e proprio scippo di risorse e competenze su materie complesse come la sanità e le politiche sociali”.
Così il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, commenta il via libera della Camera dei Deputati allo schema di intesa preliminare tra il Governo e alcune regioni del Nord per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e tutela della salute.
“Le ragioni – sostiene Ricci – sono evidenti: nessun provvedimento e nessuna risorsa aggiuntiva è stata destinata nell’immediato per abbattere definitivamente il nodo dell’emigrazione sanitaria che in Campania ha un costo 300milioni di euro. In più, sulle politiche sociali non ci sono, al netto di un intervento sugli asili nido, risposte mirate ai bisogni territoriali specifici. Infatti – ricorda il segretario generale Cgil Napoli e Campania – va considerato anche il disegno di legge, in discussione in Parlamento, sulla determinazione dei LEP”.
“Un disegno di legge – sostiene – che continua a ignorare una realtà evidentissima: senza risorse aggiuntive il Sud sarà sempre più condannato all’isolamento rispetto al Nord. Le materie oggetto dell’accordo approvato oggi alla Camera, rappresentano una minaccia concreta all’unità del Paese e quello sulla tutela della salute è la più preoccupante. In Campania continueremo ad avere lunghi tempi di attesa per i ricoveri ospedalieri, già resi complicati dalle lunghe distanze tra Napoli e le aree interne della nostra regione, oltre ad una concentrazione dell’offerta privata accreditata che sarà sempre più invasiva. Infine, non è affatto detto che appartenere a una Regione piuttosto che a un’altra metta cittadine e cittadini al riparo dalle disuguaglianze crescenti. Ci auguriamo – conclude Ricci – che il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico metta in campo, nell’ambito delle competenze normative e costituzionali, tutto quanto possibile per opporsi a questo scellerato disegno”.