“La cronaca degli ultimi giorni, con le vicende di Grottaminarda e dell’area vesuviana, rimettono al centro del dibattito pubblico le condizioni lavorative delle persone in questa regione. Il quadro che emerge racconta di lavoro nero, sfruttamento di lavoratrici e lavoratori, violazione delle norme in materia di salute e sicurezza, un sistema di reclutamento che, attraverso il caporalato, permea tutti i settori di produzione, dall’agricoltura all’edilizia, al tessile, alla logistica. È necessario affrontare con urgenza questa situazione. Il prezioso lavoro della Procura e delle forze dell’ordine va affiancato con l’impegno delle istituzioni a tutti I livelli. Bisogna dotarsi di strumenti normativi che prevengano questi fenomeni e mettano in sicurezza lavoratrici e lavoratori”.

Lo scrive in una nota la segreteria Cgil Napoli e Campania, commentando l’operazione anti caporalato portata a termine in queste ore tra Angri e San Giuseppe Vesuviano.

“A tal proposito – si legge nella nota – chiediamo un incontro urgente in Regione Campania insieme agli enti preposti per definire gli strumenti operativi di contrasto ai fenomeni di sfruttamento e caporalato e garantire condizioni di lavoro dignitose, sicure e che riportino il lavoro nei ranghi della legalità. È necessario – sottolinea il sindacato – aprire una discussione sulla questione dei permessi di soggiorno. Molte delle vittime di questi sistemi criminosi sono stranieri irregolari: più poveri, più ricattabili e pertanto costretti ad accettare condizioni di lavoro indegne. Come Cgil abbiamo denunciato più volte la paradossale situazione dei migranti vittime del Decreto Flussi, arrivati in maniera regolare per mano di datori di lavoro che poi non si sono resi reperibili per la finalizzazione della pratica. Chiediamo quindi – conclude la Cgil Napoli e Campania – di aprire un confronto anche su questo tema per trovare soluzioni che garantiscano lavoro e legalità”.