“Nella propaganda di Governo il tema dei migranti è associato a quello della sicurezza in chiave legalitaria e securitaria. La notizia dell’arresto di due imprenditori per sfruttamento del lavoro in agricoltura, smantella completamente questa propaganda xenofoba e razzista, mettendo al centro la sicurezza intesa come tutela della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori, migranti e non. Non è accettabile che una parte importante del lavoro di questa regione si basi su attività illecite tra lavoro nero, salari ridicoli, nessun diritto e nessuna tutela per la salute di chi lavora tra sostanze nocive e temperature intollerabili. Qual è la risposta delle istituzioni, a tutti i livelli, di fronte a questa barbarie? Perché si preferisce fingere di non vedere e di non sapere?”.
Così, in una nota, la segreteria Cgil Napoli e Campania, commenta l’arresto di due imprenditori dell’agro aversano per sfruttamento di braccianti irregolari.
“Come Cgil Campania – ricorda il sindacato – da tempo stiamo denunciando le storture del decreto Flussi e le situazioni di irregolarità in cui vivono lavoratrici e lavoratori stranieri sul nostro territorio. Per questo chiediamo una regolarizzazione dei lavoratori migranti e l’intensificazione dei controlli nelle aziende di tutti i settori, partendo da quelli più esposti. Alle istituzioni e agli enti preposti al controllo, dalla Regione Campania alla Città metropolitana di Napoli, – conclude la nota – chiediamo invece l’avvio di un confronto urgente per studiare soluzioni efficaci per garantire diritti e dignità sul lavoro e nelle condizioni di vita”.
Flai Cgil: “Riattivare la rete del lavoro agricolo e rafforzare legge 199/2016”
“Lavorare 14 ore al giorno pagati 3 euro l’ora è la rappresentanza plastica di un sistema economico che sfrutta la persona e calpesta la dignità umana. Bisogna riattivare e rendere operative le sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità già istituite in tutte le provincie del territorio campano. La Regione Campania deve lavorare con celerità a una legge che preveda la centralità dei centri per l’impiego per rendere operativo il collocamento pubblico in agricoltura e rafforzi la legge 199/2016, garantendo che gli indici di coerenza tra ettaro-coltura e manodopera, il rispetto della condizionalità sociale, l’iscrizione alla rete del lavoro agricolo di qualità siano fondamento di premialità, nei bandi di qualsiasi natura a risorsa pubblica, per valorizzare le aziende sane e che operano nel rispetto dei diritti dei lavoratori e la tutela ambientale anch’essa spesso deturpata in nome del massimo profitto e di un modello di sviluppo economico che schiaccia ogni dignità umana e del lavoro e innesca meccanismi di concorrenza sleale tra aziende”. Così il segretario generale Flai Cgil Campania e Napoli, Igor Prata, commentando gli arresti dei due imprenditori dell’agro-aversano accusati di sfruttamento della manodopera in agricoltura.
Per il segretario generale Flai Cgil Caserta, Tammaro Della Corte “bisogna rafforzare i controlli che devono essere ordinari e non straordinari in un territorio dove si supera il 50 per cento di irregolarità lavorativa nel settore. Va fatta prevenzione con trasporto, alloggi pubblici. Bisogna superare lo scempio della Bossi Fini e di un decreto flussi che offre solo carne da macello in pasto alle barbierie di imprenditori e caporali senza scrupolo. Sono fenomeni – ricorda Della Corte – che riscontriamo e denunciamo con le nostre azioni di sindacato di strada con le Brigate del Lavoro che, da oltre quindici anni, attiviamo nei luoghi di lavoro del settore primario”.