“Esprimiamo piena e convinta solidarietà alla Società Italiana di Pediatria (SIP) e all’Associazione Culturale Pediatri (ACP), finite al centro di violenti attacchi sui social network dopo la pubblicazione del manuale “Oltre lo sguardo. Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità per un ambulatorio pediatrico accogliente”. Trovare lo spazio della salute pubblica e I social media intasati da polemiche ideologiche è inaccettabile, specialmente quando l’obiettivo del documento è semplicemente quello di garantire un’assistenza medica dignitosa e aperta a bambini e adolescenti LGBTQIA+ e di conseguenza a tutti I minori e genitori italiani”. Così, in una nota, Cgil Napoli e Campania, il dipartimento Nuovi Diritti, Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN Campania, Fp Cgil Sanità Pubblica Napoli e Amigay Aps.
“La guida, a differenza delle associazioni Pro-Vita, – si legge nella nota – non fa politica, ma si basa su quarant’anni di ricerca internazionale che ha rimosso l’incongruenza di genere e l’omosessualità dall’elenco delle patologie mentali, restituendole alla normale varietà biologica e umana, esattamente come stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’ICD-11. I pediatri italiani non stanno inventando nulla, stanno applicando le conoscenze scientifiche sedimentate da decenni per proteggere la salute dei più giovani e tutelarne i diritti sanitari. Minare l’autonomia professionale del personale sanitario, mettendo a rischio il benessere dei pazienti più vulnerabili come bambini, bambine e adolescenti, è inaccettabile dinanzi a mistificazioni del tutto infondate, ricordando i movimenti no-vax nei metodi di comunicazione antiscientifica e violenta”.

“I tanti ragazzi e le ragazze LGBTQIA+ nelle nostre scuole e nei contesti di cura subiscono bullismo e discriminazione: un carico di sofferenza cronica pesante (detto minority stress) che provoca effetti gravi sulla salute mentale e fisica fin dall’infanzia causando, dicono gli studi internazionali, mortalita precoce per tumore, patologie cardiovascolari e suicidio. Parliamo di ansia, depression, disturbi della condotta alimentare, inclusa l’obesità psicogena, PTSD, l’abuso precoce di nicotina, alcol e stupefacenti e nei casi più gravi, isolamento e suicidio. Di fronte a questo, – sostengono Cgil Napoli e Campania, il dipartimento Nuovi Diritti, Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN Campania, Fp Cgil Sanità Pubblica Napoli e Amigay Aps – il compito di un medico e delle istituzioni sanitarie è offrire accoglienza e ascolto, non alimentare il rifiuto o promuovere pratiche coercitive e dannose, come le cosiddette “terapie riparative”, già condannate da tutta la comunità scientifica, ma ancora possibili in Italia”. “Difendere questa guida, significa difendere semplicemente il diritto universale alla salute e all’equità delle cure, pilastri del nostro servizio sanitario nazionale. Come sindacato e associazione di professionisti sanitari LGBTQIA+ e friendly impegnata nella salute, nella laicità e nei diritti civili, vogliamo ricordare anche la mancata tutela degli stessi professionisti sanitari LGBTQIA+, l’assenza di dati come il bilancio di genere o i dati epidemiologici sulla carriera e salute mentale e fisica delle persone LGBTQIA+. In conclusion, respingiamo fermamente i tentativi di intimidire la comunità scientifica e il personale sanitario, a cui va garantita la piena autonomia professionale e ringraziamo il comitato di redazione della guida e tutte le figure professionali che ci hanno lavorato. Continueremo a fare rete comune con le famiglie e i professionisti della salute – conclude la nota – per difendere una sanità pubblica che curi davvero tuttɜ, senza lasciare indietro nessuno”.