“L’ultimo rapporto regionale di Bankitalia per la Campania offre importanti spunti di riflessione, con vari capitoli che sono in chiaroscuro. Positiva, indubbiamente, la crescita del Pil regionale per quasi un punto in più. Cosi come gli investimenti da parte delle aziende che comunque non ancora sono diffusi. Per il 2026 siamo ancora in pareggio, tra riduzioni e crescita sui dati consolidati 2025. Sarebbe opportuno mettere a sistema le riserve di liquidità a disposizione delle aziende che rimangono ampie. L’export cresce, ma bisogna tenere conto che venivamo dagli effetti negativi del 2024 per le scelte dei dazi USA”. Così il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci.

“Per quanto il mercato del lavoro – precisa Ricci – il tasso di occupazione, pur migliorando, è al di sotto all’intero Paese e la disoccupazione è ancora a doppia cifra, con l’aggiunta di un aumento dello strumento della Cassa Integrazione Straordinaria. Continuiamo ad essere critici sulla qualità del lavoro, sull’elevata incidenza dei part time involontari e sulla qualità della massa salariale e retributiva. Bankitalia certifica, per la nostra regione, che le retribuzioni reali sono in calo rispetto alla media nazionale. In Campania è forte la fragilità economica. Molte famiglie non hanno risorse per consentirsi una spesa dignitosa”.

“L’ultimo dato che deve far riflettere e interrogare tutte le parti politiche, istituzionali e sindacali – conclude Ricci – riguarda l’incidenza dell’assegno di inclusione, che coinvolge un decimo della popolazione campana, ovvero circa 550mila cittadini. Il rapporto conferma che il contesto sociale, istituzionale e ambientale della nostra regione presenta livelli complessivamente inferiori alla media nazionale”.