Questa mattina al Centro Fernandes di Castel Volturno abbiamo partecipato all’assemblea pubblica promossa dai firmatari dell’appello contro la costruzione del CPR a Castel Volturno, tra cui la Cgil Napoli e Campania, il cui bando è stato pubblicato da Invitalia per conto del Ministero dell’Interno, che lo ha finanziato per 41 milioni di euro. All’incontro hanno partecipato il Vescovo di Capua e Aversa, mons. Pietro Lagnese, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico con gli assessori al Welfare e all’Ambiente, Andrea Morniroli e Claudia Pecoraro.
“Siamo oggi qui, al Centro Fernandez di Castelvolturno, per esprimere la nostra solidarietà alle associazioni e ai movimenti che si stanno battendo contro il Cpr. Se una certa politica dice che queste associazioni e questi movimenti sono eversivi e rivoluzionari allora anche noi della Cgil noi siamo eversivi e rivoluzionari”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervenendo all’incontro sul no alla costruzione dei centri di permanenza per il rimpatrio in Campania e su tutto il territorio nazionale.
“I Cpr – secondo Ricci – non solo non funzionano e rappresentano una spesa inutile, ma sono luoghi lesivi per i diritti delle persone che vengono trattenute senza alcuna reale motivazione e subiscono una costante e sistematica violazione dei propri diritti. Ad oggi sono stati già spesi 20 milioni di euro per mantenere aperti i Cpr presenti nel nostro Paese, al netto di ulteriori spese. Ora che si prospetta l’apertura di uno di questi centri della vergogna a Castelvolturno ci chiediamo: c’è davvero bisogno di spendere 41 milioni di euro per alimentare una barbarie utile solo alla propaganda di questo governo?”

“Qui – ha aggiunto Ricci – c’è bisogno di investimenti e di politiche di rilancio per il territorio a beneficio di tutta la popolazione residente. Lo Stato deve ripensare il proprio ruolo e ripristinare la legalità, far sì che le persone si riapproprino degli spazi lasciati vuoti e nel degrado per troppi anni e in nessun altro luogo. E per la Cgil il no al Cpr vale ovunque”.
“Va cancellata la Bossi-Fini – ha detto ancora Ricci – e ripensata completamente una legge sull’immigrazione, così come ribadiamo il nostro no alla proposta del Regolamento sui rimpatri che afferma la svolta reazionaria delle politiche della Commissione sull’immigrazione. La destra da anni usa la questione migratoria come minaccia per la sicurezza e l’identità nazionale e al tempo stesso quale elemento di competizione per il lavoro e per l’accesso al welfare sempre più ristretto e sempre meno universalistico”.