“Il governo sceglie, come sempre, la via breve. Invece di fare riforme nel merito, decide di intervenire sull’abbattimento dei costi e si inventa la penalizzazione degli istituti tecnici”. Così il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervenendo a margine del presidio promosso oggi, giovedì 7 maggio, davanti alla sede dell’Ufficio Scolastico Regionale dalla Flc Cgil Campania, in occasione dello sciopero nazionale indetto dalla categoria contro la riforma degli istituti tecnici.
“Ricordo che per la nostra città e per la Campania – ha aggiunto Ricci – molti ministri di questo governo ritengono centrale una filiera che funzioni tra il mondo della scuola e il mondo delle imprese. Invece, con questa riforma, si va proprio in direzione opposta. Noi ridisegniamo un piano formativo non in funzione di un’idea generale di lavoro e di produttività, ma solo in base alle esigenze delle aziende in loco. Io penso che una riforma basata sui tagli, sulla carenza di personale, sull’assenza di un’idea di formazione che guardi ai temi contingenti del momento, sia assolutamente sbagliata”.
“I punti critici di questa riforma – secondo il segretario generale della Flc Cgil Napoli e Campania, Ottavio De Luca – sono chiarissimi, anche agli studenti e alle famiglie. Di fatto si propone una riforma per ammodernare, per modernizzare e per guardare al futuro, ma è una riforma che nasconde dei tagli sugli organici ma anche sull’offerta formativa che diventerebbe più scadente. Alcune materie importanti, come fisica e chimica, vengono accorpate. Non si guarda al futuro, quindi, ma si pensa a tagliare. Noi chiediamo di sospendere questa riforma, di non applicarla per il 2026/27, di poter discutere salvaguardando sia l’aspetto didattico, che è importantissimo, sia il livello occupazionale”.