Le lavoratrici e i lavoratori di Telecontact, società del Gruppo TIM recentemente oggetto di OPAS da parte di Poste Italiane, incroceranno le braccia domani, mercoledì 1° aprile 2026.
La mobilitazione, indetta dalle Segreterie Nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, coinvolgerà tutti i siti di Telecontact presenti in Italia, con un focus particolare sulla sede di Napoli dove, alle ore 9.30 ci sarà un presidio sotto la sede aziendale (Isola F6 del Centro Direzionale) per poi procedere in corteo verso l’Assessorato regionale al Lavoro.

Lo sciopero di domani nasce come risposta drastica a una serie di decisioni unilaterali del management che minano la stabilità e la dignità dei dipendenti. Dallo smantellamento del welfare aziendale, alla disdetta unilaterale degli accordi di secondo livello, con il taglio dei ticket mensa e delle tutele sullo smart working. E ancora: il declassamento contrattuale e l’applicazione della sezione CRM/BPO del CCNL Telecomunicazioni, che di fatto peggiora le condizioni normative e salariali. A preoccupare organizzazioni sindacali, lavoratrici e lavoratori è soprattutto l’incertezza societaria alimentata dal clima di instabilità generato dai tentativi di cessione e dall’operazione legata a Poste Italiane.
“Le decisioni aziendali – scrivono in una nota le segreterie regionali di Fistel Cisl, Slc Cgil e Uilcom Uil – colpiscono duramente 1600 unità lavorative di cui 300 nella sede di Napoli, aggravando le condizioni di una platea caratterizzata da un’alta percentuale di donne e contratti part-time. Il rischio concreto – denunciano i sindacati di categoria – è quello di un progressivo impoverimento del salario e di una crescente precarizzazione del lavoro in un settore già sotto pressione. Non possiamo accettare – concludono Fistel Cisl, Slc Cgil e Uilcom Uil – che il rilancio dell’azienda passi per il sacrificio dei diritti acquisiti e la riduzione dei salari”.