“Ancora una volta un’indagine della magistratura porta alla luce una problematica che come Cgil denunciamo da tempo a Napoli e in tutta la regione Campania: le truffe ai danni di lavoratrici e lavoratori migranti che arrivano nel nostro Paese attraverso il Decreto Flussi. Documenti falsi che vengono rilasciati con la complicità tra datori di lavoro, sedicenti professionisti, Caf e dipendenti pubblici che consentono finte assunzioni a cittadini stranieri che, seppur entrando in Italia in maniera regolare attraverso il rilascio di un nulla osta, poi non riescono a rintracciare il lavoro per il quale sono arrivati e non possono regolarizzare la propria posizione. Niente lavoro significa nessun permesso di soggiorno”.

Così in una nota la Cgil Napoli e Campania commenta l’arresto di un dipendente dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli che, stando alle indagini, sarebbe a capo di un’organizzazione che rilasciava false documentazioni a lavoratori e lavoratrici immigrati a Napoli e provincia.

“Sono mesi – si legge nella nota del sindacato – che denunciamo questa grave situazione, sono migliaia a Napoli e provincia i cittadini che hanno subito questo torto. Abbiamo tenuto diversi incontri con la Prefettura di Napoli alla quale abbiamo richiesto un tavolo inter-istituzionale per fare luce sulla questione e immaginare soluzioni. Riteniamo che la truffa sul Decreto Flussi vada affrontata in maniera seria e risolutiva. Vanno bene indagini ed arresti, ma – conclude la nota – non possiamo dimenticare le vittime di questa storia: è necessario individuare una forma di regolarizzazione per chi, a causa di questo sistema balordo del click day, è rimasto senza lavoro e senza documenti”.