“Non condividiamo la proposta del Presidente di Confindustria Napoli Costanzo Jannotti Pecci di cofinanziare le ZES utilizzando i Fondi di Coesione della Regione Campania. Questa proposta è l’ulteriore prova di un Governo che non finanzia nel merito e, anzi, ha scelto di negare che il tema del Mezzogiorno sia una delle priorità del Paese”. Così il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci.

“Con le altre organizzazioni sindacali abbiamo sottoscritto un accordo importante con la Zes Campania guidata dal commissario straordinario di Governo, Giosi Romano prima della riforma, che critichiamo in molte parti, avendo accentrato funzioni, compiti e obiettivi solo per avere un controllo totale. In quell’accordo, si riconoscevano le potenzialità e l’azione positiva per le imprese con l’obiettivo di incrementare l’occupazione giovanile stabile, favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate e sostenere lo sviluppo per contribuire alla riduzione dei divari territoriali”.

“Ora, con la proposta di Confindustria, si vogliono sottrarre risorse alla nostra regione in ambiti in cui già si è subito più di uno scippo. Ricordo – prosegue Ricci – che l’ultima legge Finanziaria, approvata appena 20 giorni fa, ha stanziato 154 milioni di euro per il Credito d’Imposta a fronte di un fabbisogno minimo, secondo le nostre stime, di 400/500 milioni di euro. Quindi, da una parte il Governo fa solo tagli e propaganda, non immettendo le risorse necessarie, mentre dall’altro le imprese ritengono utile lo strumento del credito ma, alla fine, dovrebbe essere la Regione a farsene carico in maggiore parte. Parliamo di cofinanziamenti di particolare consistenza”.

“Per questo – conclude Ricci – invitiamo il Presidente Fico a valutare nel merito i provvedimenti, onde evitare di tagliare il Fondo di Sviluppo e Coesione o qualsiasi voce dei Fondi Sie o, peggio, attingendo dalle risorse destinate alle società partecipate dove sono impiegati centinaia di lavoratori con diversi profili altamente professionali, dall’ambiente alla progettualità nazionale ed europea”.