Oggi è la Giornata internazionale dei lavoratori migranti e delle loro famiglie e quest’anno abbiamo deciso di “dedicarlo” alle vittime del Decreto Flussi. Un meccanismo di incrocio tra domanda e offerta di lavoro a distanza lontano dalla realtà del mondo del lavoro e che, invece di opportunità di regolarizzazione, diventa causa di illegalità e negazione di diritti.
Nelle ultime settimane, in Campania, abbiamo raccolto le denunce e le storie di centinaia di migranti che da anni cercano di regolarizzare la loro posizione nel nostro Paese per ottenere condizioni di vita e di lavoro migliori di quelle attuali, fatte di lavoro a nero per pochi euro al giorno, senza copertura assicurativa in caso di infortunio e di condizioni abitative precarie e degradanti, come hanno dimostrato anche recenti indagini delle forze dell’ordine che hanno portato alla luce le condizioni che lavoratori e lavoratrici sono costretti ad accettare pur di avere un tetto sulla la testa, finendo ammassati in pochi metri quadrati all’interno degli stessi luoghi in cui lavorano. Abbiamo sollecitato l’intervento della Prefettura affinchè potesse intervenire sul Governo per sanare queste situazioni anche in vista del nuovo Decreto Flussi.
Migliaia di persone sono oggi sul nostro territorio senza un permesso di soggiorno per cause indipendenti dalla loro volontà, avendo rispettato tutta la procedura prevista dalla legge. Sono quindi vittime dello stesso meccanismo che avrebbe dovuto portarle in Italia in modo sicuro e regolare e come tali hanno diritto a un titolo per soggiornare e lavorare regolarmente in Italia evitando che finiscano nelle mani di caporali e imprenditori disonesti.

In diverse occasioni in passato, il governo con un atto amministrativo, una semplice circolare, ha chiarito il diritto di lavoratori nelle stesse condizioni ad ottenere un permesso di soggiorno.
Per questo attraverso l’appello condiviso dal Tavolo Asilo e Immigrazione, di cui la Cgil nazionale fa parte, chiediamo al Governo e a tutte le istituzioni di garantire il diritto di chi è stato vittima di truffe e di chi all’ ingresso non ha trovato il datore di lavoro ad ottenere un permesso di soggiorno per lavoro o attesa occupazione, come già previsto dalla circolare n. 3836 del 20 agosto 2007 del Ministero dell’Interno. Saremo a fianco di tutte le vittime di truffe o raggiri per ottenere giustizia perché l’Italia ha bisogno di lavoratori e lavoratrici in regola e non di ulteriore forza lavoro ricattabile da sfruttare e oggetto anche della propaganda xenofoba e securitaria.