“La manifestazione di oggi, da tutte le piazze del Paese è un segnale a questo Governo che compie scelte, con la legge di bilancio, che non dà risposte alle lavoratrici e lavoratori, alle pensionate e pensionati, ai giovani, alle famiglie, alla Campania”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervenendo dal palco di piazza Municipio al termine del corteo organizzato dalla Cgil per lo sciopero generale. Diecimila in corteo da piazza del Gesù a piazza Municipio per lo sciopero generale proclamato dalla Cgil. Sul palco gli interventi dei delegati, di Antonio Di Costanzo, giornalista di Repubblica che a nome dei colleghi in sciopero ha letto un documento contro l’annunciata cessione del gruppo editoriale Gedi e i comizi del segretario generale della Cgil Napoli e Campania, e del segretario confederale Cgil nazionale, Luigi Giove.

“La Campania, il Mezzogiorno – ha sottolineato Ricci – hanno il triste primato di una sanità in una grave situazione: molta emigrazione per farsi curare al Nord, aumento della spesa, insufficienze di risorse e non si tiene conto di quello che da tempo denunciamo per evitare il crollo definitivo del sistema sanitario: occorrono assunzioni, migliaia di assunzioni”. “Da questo palco – ha aggiunto Ricci – lanciamo l’invito al Presidente della Regione Fico a trovare soluzioni condivise e di sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti nelle filiere campane in crisi. Ad Avellino con ArcelorMittal/Ex-Industrie Ilva, l’IrpiniAmbiente, il Settore Automotive con Sigit e Meres, Denso, la Conbipel. A Benevento con la Hanon System e la situazione della Dussmann Service, la Ficomirrors in Cigs. A Caserta con Softlab ma confidiamo nella soluzione in via di definizione in questi giorni, la Jabil, la Nuroll con i licenziamenti in atto. A Salerno la Trasnova, l’ex Ilva, la Cooper Standard di Battipaglia. A Napoli l’ultima in ordine di gravità per i lavoratori della Burger King nella Stazione Centrale, licenziati a seguito della chiusura del punto vendita”. Ci preoccupa lo stop del percorso che è l’unica soluzione per le maestranze della ex Whirlpool. E che dire su Stellantis e dell’indotto automotive. Non consentiremo, per questo, che qualcuno disegni per la Campania un futuro senza fabbriche, fatto di emigrazione obbligata, assistenzialismo e disuguaglianze. Il Sud è anche industria, produzione, tecnologia, innovazione, competenze, maestranze. Occorrono piani industriali equilibrati e condivisi col sindacato”.

RICCI: “FICO PORTIAMO A ROMA CON NOI LA VERTENZA CAMPANIA”

“Siamo la regione – ha continuato Ricci – del sovraffollamento del turismo, siamo la regione del precariato e dei part-time involontari, siamo la regione, dove i lavoratori sono assunti a tempo determinato ma lavorano intere giornate e per tutto l’anno. Siamo la regione dove l’industria è diventata il quarto e ultimo settore economico dietro ai commercianti e gli artigiani, dietro al sistema commercio, dietro alle costruzioni. La crescita che si sbandiera non può mai essere una crescita temporanea, come il turismo, senza programmare interventi di sistema che ne ottimizzino le potenzialità e ne valorizzino e qualifichino il lavoro. C’è il 16% di disoccupazione. 196mila giovani tra i 18 e i 34 anni ha lasciato la Campania tra il 2011 e il 2024 per studiare o trovare lavoro in altre regioni d’Italia oppure all’estero”. “La nostra regione con decine e decine morti sul lavoro – ha concluso Ricci – è uno dei territori più funestati da questa tragedia. A Napoli l’azione di ispezioni mirate ai cantieri messa su dal Prefetto rappresenta un deterrente ma ci rendiamo conto che azioni locali da sole non bastano. È emergenza nazionale e anche in Campania esiste una percezione di impunità e di irresponsabilità che va affrontata sicuramente con la formazione: non sempre ci troviamo davanti a reali corsi sulla sicurezza. Ci deve essere la massima trasparenza. Siamo di fronte a una battaglia straordinaria di prevenzione e pochi sono gli alleati nella lotta all’illegalità. C’è ancora tanto da fare e il sindacato non fermerà mai l’azione di denuncia e di protesta”.

ALTISSIME LE ADESIONI ALLO SCIOPERO: STOP TRENITALIA, CHIUSA LINEA 1 METRO DI NAPOLI

Le adesioni, per quanto riguarda il personale di Trenitalia, fino alle ore 6, quando è iniziata la fascia di garanzia, hanno raggiunto un Campania il 30% tra il personale mobile (macchinisti e capotreno). Chiusa la linea 1 della metropolitana, stessa situazione alla metropolitana Piscinola-Aversa, limitazioni di corse e molte soppressioni per le linee vesuviana. Per quanto riguarda le aziende metalmeccaniche della Campania, in provincia di Napoli si sono registrate adesioni dell’80% alla Marelli, alla San Giorgio e alla Lmc, 65% alla Lear, 50% alla Tiberina. A Benevento adesione totale alla Hanon Systems e al 95% alla Ficomirrors. Nella provincia di Salerno, 79% alla Sirti di Sala Consilina, 74% alla Sonoco. A Caserta 90% alla Italcoat, alla Firma e alla Haiki Metals, 60% alla Getra Power.

GIOVE: “SERVE MANOVRA VERA CHE DIA RISPOSTE A LAVORATORI E PENSIONATI”

“Chiediamo una manovra vera – ha detto il segretario confederale della Cgil, Luigi Giove – che dia risposte alle persone che lavorano, a lavoratrici e lavoratori, pensionati e pensionati, non ci sono interventi per l’incremento dei salari, tre euro in più al mese sono una miseria, potevano anche risparmiarsela. Ci sono tagli alla sanità, ci sono milioni di persone che non si curano più in questo paese perché non se lo possono permettere e ci sono tagli all’istruzione. Non si rinnovano i contratti pubblici, non si rinnovano i contratti privati per milioni di persone e nel frattempo si spendono tanti soldi per le armi. E’ una politica di riarmo che è semplicemente assurda”. Noi chiediamo – ha aggiunto Giove – che quelle risorse vengano utilizzate, invece, per far star meglio le persone in questo paese e per cominciare a dare conto delle promesse che sono state fatte. Una su tutte, hanno detto che avrebbero cancellato la legge Fornero, scopriamo ancora una volta che in pensione si andrà più tardi e prendendo meno risorse. Questa legge di bilancio è da cambiare e questo è il motivo per cui la Cgil sciopera, abbiamo presentato le nostre proposte, il governo non ha voluto neanche discutere con noi e con le organizzazioni sindacali, quindi noi non ci fermeremo. Questo – ha concluso Giove – è uno sciopero per cambiare questa legge di bilancio e per cambiare un modo di concepire la società in questo momento che noi non condividiamo. Se non avremo risposte noi continueremo nella lotta”.