“Esprimiamo preoccupazione per le criticità emerse dalle sperimentazioni della riforma della disabilità, avviate in ormai molte province campane e per le difficoltà che hanno inciso sulle persone più fragili, fino ad arrivare a compromettere l’effettiva esigibilitá dei diritti. L’incremento dei costi del certificato medico introduttivo, le difficoltà nel reperire medici per la compilazione attraverso la piattaforma, quelle nella composizione delle commissioni Inps e nella ricerca di sedi adeguate. I fondi nazionali a sostegno delle novità introdotte dalla riforma sono esegui e il Governo scarica sulle istituzioni locali e regionali, già in sofferenza, l’onere maggiore”.
È questa la posizione della Cgil Napoli e Campania, espressa dalla segretaria confederale Elisa Laudiero, che ieri pomeriggio è intervenuta all’assemblea pubblica promossa da FISH Campania sul tema “Il progetto di vita come infrastruttura dei diritti in Campania” che si è tenuta al Centro Congressi Tiempo a Napoli.
“Sul progetto di vita – ha ribadito Laudiero nel suo intervento – ci ancora più punti interrogativi, laddove l’integrazione sociosanitaria è il punto di maggiore fragilità, soprattutto nel Mezzogiorno, senza contare la fragilità del mercato del lavoro in Campania, sempre più precario e povero. Il pericolo – ha avvertito – è che, sommando tutte queste fragilità, non si riesca a rendere esigibile il diritto all’inclusione e ad un’esistenza dignitosa per le persone con disabilità. L’inclusione non si fa riformando la normativa. Servono investimenti che rafforzino soprattutto i servizi pubblici: dalla sanità agli ambiti territoriali, passando per i centri per l’impiego”.