Appuntamento alle 10:30 a piazza Garibaldi per il corteo più divertente della storia

La marcia popolare di chi educa nei quartieri, di chi gioca coi ragazzi, di chi li cresce col sorriso, di chi gli legge un libro, di chi gioca a pallone o si arrampica con loro, di chi gli tiene il dito per imparare a contare o a scandire bene consonanti e vocali, di chi si prende carico delle disabilità, di chi abbraccia, cura, stringe senza far male; di chi non li giudica e non li lascia andare. L’orgoglio, il nostro, degli “invisibili”; di chi non viene visto da nessuno in città, di cui nessuno si occupa mentre noi ci occupiamo della cura dei “dispersi”, dei “dimenticati”, degli “stigmatizzati”, dei “disabili”. Un corteo che racconti il lavoro dei territori, della forza visionaria e generosa del Patto Educativo, un processo che sta muovendo tanti passi, ma che richiede oggi più che mai il “noi” di questa città, l’impegno solidale e civico di tutti, perché tutti siamo madri e padri dei figli di Napoli.

Una presa di parola collettiva delle assistenti sociali, delle psicologhe e delle operatrici sociali, di chi accoglie i minori stranieri non accompagnati o detenuti nei centri diurni o nelle carceri a Nisida o ad Airola. Per dare voce a chi fa una fatica precaria e mal pagata da progetti “annuali”; alle associazioni e alle reti in attesa davanti al Pc della pubblicazione di una graduatoria per vedere se hai “vinto” il progetto e potrai ancora pagare le persone o se dovrai licenziare e ripartire da zero, ma che comunque “puoi stare sicuro che”… si dovrà aspettare almeno il terzo mese di ritardo per poter ricevere lo stipendio.

La mobilitazione delle studentesse e degli studenti che invocano il diritto allo studio, una scuola che non gli cada in testa, dei trasporti gratuiti che ti possano portare anche di notte in giro a conoscere la bellezza dei nostri luoghi; e dei docenti che non pensano che la scuola sia trasmettere una conoscenza, ma un luogo dove liberare il sapere per costruire coscienza.

Un giornata di Memoria e di Impegno per loro e con loro, che vengono visti solo nelle pagine di cronaca nera o quando finiscono sparati, come Fabio Ascione e come tutte le Giovani vittime innocenti che pur qualcosa “hanno dovuto fare” per morire nei quartieri popolari e nella città di provincia. Cammineremo per le strade della città consapevoli del grande impegno compiuto dalle indagini, dai processi, di attività di sicurezza pubblica che tuttavia da sole hanno dimostrato di non riuscire ad arrestare l’esplosione violenta nei nostri territori. Serve maggiore sorveglianza e maggiore lavoro di intelligence per fermare il commercio e la distribuzione delle armi e della droga nella nostra città e che questa sia legata ad uno straordinario e pianificato sforzo educativo.

Sarà la marcia delle arti e la più gioiosa che ci sia per liberare Napoli dal pregiudizio: sulla pelle dei ragazzi, sulle sorti e sugli stili musicali delle ragazze, sui video sui social che usano per esprimersi o sugli atteggiamenti che mostrano. Perché c’è una città che non li giudica, ma li ascolta, capisce, traduce, educa, indica un’altra direzione, un’altra postura.

C’è una città che gli indica la luna, oltre il grigiore dei palazzi e dei luoghi che diventano margini e ghetti. C’è una città che sogna che il teatro, lo sport, il cinema, la musica, l’arte, la cultura, la creatività non siano un laboratorio di due mesi in un’aula o in una palestra disastrata, ma il bisogno di Bellezza da restituire gratuitamente a chi ne è stato privato.

Una giornata per unire una Napoli divisa da troppe etichette, per rompere la bolla e riconoscere la bellezza delle relazioni che costruiscono comunità, prossimità, mutualismo e che fanno Resistenza e Innovazione vera anche quando nessuno se ne accorge. Musicisti e artisti di strada, clown e danzatori di capoeira, letture di artisti, tanti colori e libri per bambini saranno il sale di una gioiosa e determinata manifestazione di popolo. Semplicemente? Vogliamo tutto quello che semplicemente si può fare e che non è stato fatto.

Un Decreto Comunità (non con un altro nome di città o quartiere per marchiare chi ci abita) e una legge regionale sull’educativa di comunità che prevedano:

– la continuità: la fine dei bandi annuali e della competizione al ribasso. Risorse per progetti territoriali quinquennali per sperimentare modelli duraturi di cura e rigenerazione sociale;

– la partecipazione: una co-programmazione reale degli interventi educativi nei quartieri con chi opera sui territori;

– la stabilità: un salario mensile minimo nel rispetto dei contratti collettivi per educatorə, operatorə, assistenti sociali sotto al quale non si affidino gare, bandi e servizi;

– la serietà: un piano anticorruzione negli ambiti sociali di zona per affidare i servizi alle vere realtà che si occupano dei territori e non a finte cooperative, spesso legate ad interessi con i clan;

– la cultura e lo sport: l’accesso gratuito a musei, teatri, cinema, luoghi d’arte, alle strutture sportive, ai concerti per tutti lə studentesse e gli studenti e le famiglie dei contesti più poveri e isolati delle città;

– l’infanzia: una misura straordinaria per prendersi cura e prevenire, sin dalla nascita, condizioni di vulnerabilità, esclusione e dispersione educativa, attraverso azioni integrate a sostegno della fascia 0-6 anni e oltre, capaci di rafforzare strutture e interventi educativi mettendo in rete asili nido, scuole dell’infanzia, biblioteche, ludoteche e servizi a supporto del benessere fisico, relazionale e psichico delle bambine e dei bambini;

– la qualità: il riutilizzo sociale affidato alle comunitá, attraverso la riqualificazione pubblica di immobili dismessi, spazi abbandonati, terre incolte e beni confiscati per progetti di innovazione e mutualismo che creino lavoro, economia di scambio e circolare e un sano modello di sviluppo nei territori in cui non sono rimasti che palazzi e serrande abbassate.

– il disarmo: un’idea di educazione di comunità dove la scuola sia al centro di una relazione aperta e costante negli spazi del quartiere e nel tempo di vita; un’educazione fondata su pratiche nonviolente e collettive.

Così Napoli si fa forte contro le armi, contro chi le vende, contro chi non le toglie da dentro i cassetti di casa e lascia che i minori le possano portare in strada indisturbati.

Non è una proposta. È un disegnino a matita di quello che già facciamo; colorato con quello di cui avremo bisogno per fare di più, per vivere una vita degna, per rompere il muro delle città divise per rialzare il nostro popolo, la nostra terra.

Sappiamo dove si fa, sappiamo come si fa, sappiamo dove si prendono le risorse e come si scrive un decreto. Fatelo fare a noi che ci mettiamo corpo, desiderio, intelligenza e studio. Per fare finire questa assurda guerra. Basta con la violenza culturale, patriarcale, ambientale e delle camorre. Veniamo a fare festa alle vostre porte. Lasciateci entrare.

Primi firmatari

Don Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli

Mariano Di Palma, Libera contro le mafie

Mirella La Magna, Gridas Scampia

Ugo Pugliese, Rete Educativa Sanità

Pino Perna, Biblioteca Annalisa Durante

Cesare Moreno, Maestri di Strada

Gigi Tarallo, Reti educative di Napoli Est

Deborah Divertito, La casa dei Cristallini e Centro Lilliput

Milena De Luca, Cooperativa Sociale Dedalus

Francesco Del Pizzo, Azione Cattolica di Napoli

Fedele Salvatore, CNCA e Cooperativa Sociale Irene ‘95

Francesca D’Onofrio, Cooperativa Sociale L’Orsa Maggiore

Giovanni Laino, Associazione Quartieri Spagnoli

Vincenzo Strino, Larsec Secondigliano

Renato Quaglia, FOQUS

Gianni Palmers, Progetto Pianura e giornalista

Barbara Di Cerbo, Dirigente Scolastica

Andrea Sarracino, Coordinamento Studentesco Kaos

Giovanpaolo Gaudino, Forum del Terzo Settore Campania

Emanuele Russo, Cooperativa di Comunità La Sorte

Susy Galeone, Cooperativa Sociale La Paranza

Stefania Colicelli, Dirigente Scolastica

Ciro Toriello, Stelle sulla Terra

Filomena Nocera, Dirigente Scolastica

Gianluca Mango, Unione degli Studenti

Jacopo Re, Rest Campania Network

Giovanni D’Andrea, Laboratorio Insurgencia

Rosa Maglione, TerradiConfine

Nelide Milano, Rete per la Sicurezza

Barbara Tafuri, Rete per la Sicurezza

Anna Riccardi, Fondazione Famiglia di Maria

Carmela Manco, Figli in Famiglia

Patrizia Palumbo, DreamTeam Donne in Rete

Maurizio De Giovanni, scrittore

Isaia Sales, Premio Amato Lamberti

Giovanni Russo, Masseria Antonio Esposito Ferraioli bene confiscato alla camorra

Nicola Ricci, segretario generale CGIL Napoli e Campania

Massimo Angrisano, Oltremanica

Costanza Boccardi, Teatri Uniti

Silvio Petrella, scrittore

Valeria Parrella, scrittrice

Viola Ardone, scrittrice

Geppino Fiorenza, AsCenDeR

Danilo Tuccillo, Cooperativa Sociale Xenia

Marisa Esposito, NEA Napoli Europa Africa

Roberto Malfatti, Cooperativa Sociale Sepofà

Mariateresa Imparato, Legambiente Campania

Peppe Lanzetta, scrittore

Luciano Stella, produttore cinematografico

Michele Pietraroia, ANPI Napoli

Alessio Curatoli, ARCI Campania

Antonio Piccolo, Scuola Calcio ARCI Scampia

Barbara Pierro, Chi Rom e chi no e Centro CHIKÙ

Samuele Ciambriello, docente universitario e garante campano delle persone private della libertà personale

Raffaella Ruocco, Proodos

Laura Marmorale, Mediterranea

Giulio Riccio, LESS Cooperativa Sociale

Giacomo Smarrazzo, Cooperativa Eta e Gesco

Giuliano Ciano, Un fiore per la vita

Gianluca Guida

Eduardo Di Pietro, Collettivo LunAzione

Rosario D’Uonno, Marano Ragazzi Spot Festival

Patrizia Imperato, Procura della Repubblica per i minorenni di Napoli

Antonio Del Prete, Amici di Peter Pan

Roberto D’Avascio, ArciMovie

Tiziana Stellato, Cooperativa En Kai Pan

Maurizio D’Ago, ACLI Campania

Giovanni Petrone, Casa del Contemporaneo

Vanna Longo, Pax Christi – Punto Pace di Napoli

Giovanna Santullo, Fa.Re Comunità

Carmen Santagata, Attivamente

Michela Peluso, Cooperativa Sociale Progetto Uomo

Wanda Imperatrice, TCK Movement

Giuliana Zoppoli, Dirigente Scolastica ICS Moricino – Borsellino

Imma Carpiniello, Cooperativa Sociale Lazzarelle

Monica De Franco, Cooperativa Sociale Copernica

Patrizia Russo, Biblioteca Popolare Borgo di Capodimonte

Pietro Mitrione, Napoli Club Cuore Azzurro

Maria Lippiello, Stati Generali delle Donne

Associazione Rosso Democratico

Viviana Luongo, Ludobus Artingioco