“L’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale di Napoli – che chiede di intitolare piazzale Tecchio e via Vittorio Emanuele III rispettivamente a Giorgio Ascarelli e Maurizio Valenzi – va al di là di un atto simbolico e rappresenta per noi un atto di civiltà. Il fatto che ancora oggi una delle piazze più importanti di Napoli – luogo ben conosciuto e amato dai napoletani per la presenza dello stadio Maradona, ma anche per le tante attività che qui svolgono per la presenza della Mostra d’Oltremare e della Facoltà di Ingegneria – sia legata alla memoria di un gerarca fascista, attivo nelle epurazioni razziali contro la popolazione ebraica, è il segno di una continuità con il regime che a Napoli non fu troncata con la caduta del fascismo e con la nascita della Repubblica, ma che Achille Lauro incarnò nella sua persona, tanto da scegliere di intitolare quel luogo simbolico a un suo compagno di militanza”.

Così, in una nota, la Cgil Napoli e Campania e la sezione ANPI-CGIL “Federico Zvab”, commentano l’approvazione dell’ordine del giorno presentato dal gruppo PD al consiglio comunale di Napoli, nella seduta di mercoledì 25 marzo.

“La grande partecipazione al referendum in difesa della Costituzione, che ha registrato proprio a Napoli la più alta percentuale di no, – si legge nella nota – dimostra come in questa città i tempi siano maturi per il superamento di una memoria lugubre in una città che ha scritto una delle pagine più luminose della lotta di Liberazione, con le Quattro Giornate del settembre 1943 e che, oggi più che mai, in questo Paese rappresenta un avamposto della cultura antifascista e dell’affermazione dei valori costituzionali  Rimuovere simboli e nomi legati ad un passato odioso, come quello di Vincenzo Tecchio e del Re che si rese colpevole dell’ascesa al potere di Mussolini e mise la sua forma alle leggi razziali del 1938, omaggiando Giorgio Ascarelli, fondatore del Calcio Napoli ed ebreo e Maurizio Valenzi, primo straordinario sindaco comunista di Napoli, – conclude la nota – è il modo giusto a nostro avviso per affermare la storia e l’identità di questa città”.