“La prossima settimana la Regione convocherà i sindacati di categoria sulle crisi dell’industria. Ci auguriamo che il Governo si renda conto che non è possibile che l’automotive possa andare avanti con le 100mila Panda prodotte ogni anno e perdere in Campania e nel Sud l’80 per cento delle produzioni”.

Lo ha detto il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervenendo a margine del convegno “La crisi dell’automotive, le ricadute sull’intera filiera” promosso da Cgil Avellino, Filctem Cgil e Fiom Cgil.

“Dal momento in cui si pensano nuovi prodotti fino alla loro produzione – ha aggiunto Ricci – in Italia passano anni, mentre il concorrente cinese fa tutto in sei mesi. Stellantis non può far pagare ai lavoratori e al Mezzogiorno gli errori strategici compiuti negli ultimi anni, che hanno portato ad un deficit di 23 miliardi”.

“Per quanto riguarda l’intero comparto industriale irpino, la Regione – secondo Ricci – deve passare da una fase, seppure importante, di gestione delle crisi, ad un momento di confronto vero con l’imprenditoria strategica e non con chi  propone il  solito progetto. Quando si parla di piani industriali, di futuro occupazionale, di gestione del piano sociale, troviamo sempre risposte vaghe”.

“L’indotto poi – ha concluso Ricci – non può rimanere legato esclusivamente al destino di un grande gruppo come Stellantis. La Regione può giocare un ruolo, in controtendenza con gli ultimi anni, esercitando un’azione propulsiva affinché con ricerca e sperimentazione si aprano nuovi mercati per prodotti, come nel caso dell’automotive e dell’aerospazio, che vanno bene anche trasversalmente per altri produttori. L’indotto che c’è in Irpinia non può morire insieme a Stellantis”.