Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha firmato un’ordinanza in materia di igiene e sanità pubblica finalizzata a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori maggiormente esposti agli effetti delle elevate temperature estive. Il provvedimento entrerà in vigore il prossimo 21 giugno e resterà efficace fino al 31 agosto. L’ordinanza n. 1 del 17 giugno 2026 dispone il divieto di svolgimento delle attività lavorative nei settori agricolo, edile e affini in condizioni di esposizione prolungata al sole, nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.00, nei giorni e nelle aree in cui le mappe pubblicate dal sistema Worklimate dell’Inail, segnalino un livello di rischio “alto” Vengono escluse dal divieto le operazioni indispensabili e urgenti necessarie al ripristino di servizi essenziali a seguito di eventi imprevedibili, nel rispetto delle norme di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Scatta anche l’obbligo per i concessionari di pubblico servizio e per le attività connesse a ragioni di pubblica utilità di adottare adeguate misure organizzative per garantire i livelli minimi delle prestazioni dei servizi pubblici essenziali.
Scarica l’ordinanza e diffondila sul tuo luogo di lavoro
ordinanza n 1 del_17062026_260618_091636RICCI: “ACCOLTE NOSTRE RICHIESTE, ORA UNA LEGGE NAZIONALE”
“Dopo Lombardia, Lazio, Puglia ed Emilia Romagna anche la Regione Campania, raccogliendo le nostre richieste, ha emanato l’ordinanza per lo stop al lavoro in agricoltura, edilizia e settori affini firmata dal presidente Roberto Fico. Adesso ci aspettiamo un intervento del Governo per un’azione innovativa a tutela di lavoratrici e lavoratori, con l’adozione di una legge a carattere nazionale per migliorare le misure di sicurezza nel Paese, agevolando imprese e sindacato in fase di contrattazione, puntando a migliori condizioni di lavoro”.
Così il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, commenta l’adozione dell’ordinanza regionale che impone lo stop alle attività lavorative tra le 12:30 e le 16:00 durante le giornate in cui, secondo la mappa pubblicate sul sistema Worklimate dell’Inail segnalano un livello di rischio “alto” per i lavoratori e le lavoratrici esposti al sole ed impegnati in attività fisica intensa.
“Quando sono attesi picchi fino a 39 gradi già dai prossimi giorni con temperature percepite che potrebbero superare i 42/43 gradi, a rischio – ricorda Ricci – sono soprattutto lavoratrici e lavoratori dell’agricoltura, dell’edilizia, nella movimentazione di merci e logistica e chi, nei magazzini e nei depositi, subisce il ciclo freddo-caldo, come anche in tante altre attività. L’intensificazione delle ondate di calore registrata negli ultimi anni ha reso rischioso lavorare in queste condizioni soprattutto per le attività che si svolgono all’aperto o in ambienti non climatizzati. La sicurezza – conclude il segretario generale Cgil Napoli e Campania – va salvaguardata con provvedimenti attenti alla tutela dei lavoratori”.
CALDO ESTREMO, COSA FARE? RIVOLGITI ALLA CGIL O AL PATRONATO INCA
Se si ha un malore a causa del troppo caldo, non è un semplice malore: è un infortunio sul lavoro. Il decreto legislativo 81/2008 obbliga il tuo datore di lavoro a: valutare in modo rigoroso il rischio microclimatico nella tua postazione di lavoro e adottare tutte le misure necessarie per ridurre il rischio da calore al livello più basso possibile.
Se hai dubbi, hai già avuto un malore o vuoi semplicemente capire come migliorare la tua condizione di lavoro puoi rivolgerti al delegato sindacale o al responsabile per la sicurezza nel tuo luogo di lavoro o contattare la Cgil e il Patronato Inca.