“La bonifica e la rigenerazione di Bagnoli rappresentano uno dei punti centrali dello sviluppo e del ridisegno della città”. É quanto ha affermato Raffaele Paudice della segreteria della Cgil di Napoli, intervenendo alla seduta monotematica del consiglio comunale convocata oggi a Bagnoli. “L’ambizione di un grande intervento pubblico a totale carico dello Stato – ha sottolineato Paudice – è negli anni svanita con strascichi politici e giudiziari che hanno segnato un percorso sempre più accidentato e del quale si è faticato a vedere la conclusione. L’individuazione del sindaco di Napoli quale nuovo Commissario di Governo per il Programma di Riqualificazione Ambientale e Rigenerazione Urbana del SIRN Bagnoli-Coroglio con poteri straordinari conferiti dalla legge 233/21, ha rappresentato un salto di qualità importante, ricucendo lo strappo istituzionale che si era determinato, nel 2015, con la stessa istituzione della struttura commissariale, estromettendo la città dalle scelte urbanistiche e strategiche sull’area”.

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La Cgil di Napoli ritiene ancora importante quella scelta, “nella misura in cui la comunità cittadina venga fortemente coinvolta in questa grande opera di trasformazione urbanistica, che non è riducibile ad un intervento edilizio, ma che risponde ad un’esigenza di ricostruzione di un tessuto sociale e umano frantumato dalla dismissione del patrimonio industriale dell’area, oltre alla ricucitura di un territorio e al recupero di luoghi da tempo abbandonati”.

“La scelta di individuare Bagnoli come sede delle finali dell’America’s Cup per il 2027 rappresenta – per la Cgil – un ulteriore importante passaggio per definire in tempi certi e ravvicinati il futuro di tutta l’area. Ma il ridisegno dell’area ovest di Napoli, teatro anche della recrudescenza del fenomeno bradisismico negli ultimi anni, deve guardare a tutta la città e in particolare alla popolazione di quell’area, da individuare come principale protagonista e portatrice di interesse di tutta la riqualificazione”.

“Pur ritenendo meritevole di approfondimento e di ulteriore chiarezza il dibattito sulla messa in sicurezza della colmata, la cui rimozione non è contemplata dall’ipotesi urbanistica da parte della struttura commissariale, il punto non negoziabile – secondo la Cgil – è la balneabilità e la fruibilità pubblica del mare antistante all’area e delle spiagge adiacenti, incompatibili con un’idea di approdo con funzioni portuali”.

“Bagnoli – ha precisato Paudice – è stata non sola una pagina nobile di storia del lavoro, dell’industria e della classe operaia nella nostra città ma ha avuto anche un risvolto drammatico in termini di salute e di ambiente, con un tributo inaccettabile di lutti dovuti all’inquinamento e alla presenza letale di amianto, con una storia giudiziaria ancora in corso nonostante la vergognosa prescrizione dei reati imputati alla Eternit e al suo proprietario. Tutto questo rende per noi indiscutibile la scelta della creazione di un grande bosco per dare un polmone verde alla comunità che sia anche simbolo di una discontinuità con il passato e un segno inequivocabile dello sviluppo che vogliamo per la nostra città. Questo principio rende incompatibile ogni idea di lottizzazione del Parco Urbano, in nome di una presunta insostenibilità economica della sua gestione”.

“A Bagnoli – ha concluso Paudice – non si sta semplicemente attrezzando un cantiere edile, è molto di più. È una ferita storica e un banco di prova della credibilità della politica e delle istituzioni. Se il progetto cambia direzione, la città ha diritto di saperlo. Se resta fedele ai suoi capisaldi, mare libero e gratuito, grande parco urbano a bosco, restituzione della costa, parco dello Sport aperto e accessibile, la città ha diritto di vederlo dimostrato con atti pubblici, cronoprogrammi verificabili e decisioni coerenti. Bagnoli deve essere il centro di una rigenerazione urbana che guardi principalmente ai suoi abitanti, al territorio, come risarcimento sociale e investimento per il futuro”.